Daniel Polydor

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Leopoldo Fregoli

Leopoldo Fregoli, cantante e 'trasformista', nasce a Roma, a via della Stamperia, nel 1867. Nella prima adolescenza, si mantiene passando da un lavoro all'altro, ma comincia a frequentare le compagnie filodrammatiche, dove si esibisce come comico, cantante e illusionista. Nel 1887 parte militare per l'Africa, e a Massaua diventa celebre, grazie agli spettacoli a cui da' vita: e' l'occasione, una volta tornato, di esordire al cafe'-chantant Esedra di Roma, riscuotendo un grande successo. Nel 1893 forma la 'Compagnia di Varieta' Internazionale' e la 'Compagnia fin di secolo' con cui gira l'Italia, cantando, recitando, sfruttando le sue doti di grande trasformista: seguendo una trama, cambia voce, abiti e modi di muoversi in maniera frenetica, costruendo una serie infinita ed irresistibile di macchiette. I suoi spettacoli incontrano un successo eccezionale anche fuori dei confini nazionali, al punto che il termine 'fregolismo' finisce nel vocabolario della Crusca, come sinonimo di mutamento rapido e prodigioso.
Scrive Domenico Oliva, a proposito di lui: 'Fregoli e' di quegli artisti che non sanno rassegnarsi a battere sempre la stessa via, ma che tutto il loro studio rivolgono a superarsi, a mutarsi sempre, e sempre meglio'. (Cit. in 'Storia della Canzone Romana, rievocata da Giuseppe Micheli', Roma, 1966).
E ancora:" Ha inventato il trasformismo; ma ha potuto attuare la sua invenzione unicamente perchè era un artista vero, con tutte le versatilità, con tutti i toni, con tutte le possibilità di imitazione. E' per questo che non ha avuto e non può avere imitatori, ed è per questo che la sua arte si spegnerà con lui". (Augusto de Angelis, 1923)
Tra il 1896 e il 1898 si esibisce all'Olimpia di New York, all'Alhambra di Londra, e ancora a San Pietroburgo, Berlino e Vienna. Nel 1900 e' al Trianon e all'Olympia di Parigi. Tra il 1914 e il 1915 e' in America Latina. Nel 1925, ancora all'apice del successo, decide di abbandonare le scene, e si ritira a Viareggio, dove muore nel 1936.
E' sepolto a Roma, al cimitero del Verano: sulla lapide si legge una frase da lui stesso dettata: "Qui Leopoldo Fregoli compì la sua ultima trasformazione".

Autografo di Leopoldo Fregoli, datato  6/12/1902-  
(Dalla collezione privata di Daniel Polydor)

" Non si può vivere senza trasformarsi....."




 
   

 
 
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